Il nostro team


Piero Odontoiatra

Lorenzo Dentista

Meri Assistente e igenista

Martina Assistente

Diletta Assistente

Marta Segretaria

Di cosa ci occupiamo


Tutti conosciamo i fastidiosi sintomi della CARIE: sensibilizzazione della parte aggredita dai batteri, particolarmente accentuata in presenza di stimoli come il caldo e freddo, o chimici (zuccheri). Quando la carie penetra in profondità avvertiamo una sintomatologia via via crescente fino a diventare spontanea e intensa. A questo punto, significa che la carie è progredita fino ad arrivare alla POLPA per cui sarà necessaria la devitalizzazione del dente. Se la carie è allo stadio iniziale ovvero interessa solo lo smalto o parte della dentina, può non arrecare alcun fastidio o provocare solo una maggiore sensibilità del dente, quando si masticano cibi particolarmente dolci, salati o aciduli. In questi casi l’otturazione è sufficiente e ha lo scopo di sostituire il tessuto infetto con materiale resinoso e ceramico. Questo ci fa capire come sia importante individuare anche le piccole carie al fine di evitare trattamenti invasivi che spesso richiedono la devitalizzazione del dente.

Solo attraverso un’attenta visita e l’ausilio di radiografie è possibile scovare la presenza di carie anche in denti che sembrerebbero “perfettamente sani”. Un altro aspetto da analizzare è la predisposizione alla carie, detta CARIORECETTIVITÀ, ovvero il rischio individuale di un paziente di andare in contro all’insorgenza di carie. In questi casi diventa importante prevenire i “punti deboli” che sono più soggetti all’insorgenza dei processi cariosi, ovvero i solchi dei denti premolari e molari.

Il trattamento endodontico, detto più comunemente DEVITALIZZAZIONE, consiste nella rimozione del tessuto pulpare sia a livello della corona sia a livello delle radici e nella sostituzione del tessuto rimosso con una resina naturale (Guttaperca) e cemento canalare, previa adeguata sagomatura dei canali.

La polpa dentaria, contenuta all’interno del dente, comunemente chiamata “NERVO DEL DENTE”, è in realtà un complesso sistema di strutture altamente specializzate (vene, arterie, vasi linfatici, terminazioni nervose…). In seguito ad una carie profonda e relativa contaminazione batterica,oppure dopo un trauma, la polpa va incontro ad infiammazione e infezione il cui esito è la PULPITE acuta. I sintomi sono dolore spontaneo o provocato da stimoli termici (freddo in particolare,caldo) da sostanze dolci o acide. L’infiammazione acuta o cronica (ovvero più o meno rapida nella sua evoluzione) si può propagare al di fuori dell’apice della radice dentaria e diffondersi all’osso alveolare circostante provocando le lesioni definite come ASCESSO (quando acute o riacutizzazione di un granuloma) o GRANULOMA (quando croniche), e visibili in radiografia come un’area scura (rarefazione ossea) intorno all’apice della radice. In questi casi l’indicazione ad un trattamento endodontico è assoluta, l’unica alternativa è l’estrazione. Altra indicazione è il rifacimento di una precedente cura endodontica mal eseguita; in questo caso si parla di RITRATTAMENTO ENDODONTICO.

Sebbene la polpa sia stata rimossa e sostituita con un materiale da otturazione, il dente deve essere ritrattato per una delle seguenti cause:

  • incompleta detersione e otturazione dei canali con conseguente formazioni di granulomi o cisti apicali.
 Perchè la devitalizzazione abbia successo i canali delle radici devono essere interamente detersi e riempiti con un materiale inerte. Alcuni canali sono così stretti che non sono facilmente individuabili, oppure sono otturati in maniera approssimativa
  • trauma radicolare
  • un nuovo trauma può avere causato la frattura della radice
  • nuova carie
  • una nuova carie può distruggere la corona del dente e infettare il materiale da otturazione, infatti i batteri seguono il canale della radice fino ad oltrepassare l’apice della radice e propagarsi nell’osso. Una frattura o incrinatura di un’otturazione o la scementazione di una corona o di un perno radicolare possono determinare i medesimi danni

Si occupa di tutte le tecniche atte a risolvere situazioni anatomiche e patologiche sfavorevoli o irreversibili:

  • estrazione di un dente irrecuperabile
  • estrazione di denti inclusi
  • disinclusione di denti ritenuti per poi essere riposizionati ortodonticamente nella loro posizione naturale
  • endodonzia retrograda, apicectomia
  • rigenarativa ossea
  • chirurgia parodontale e mucongengivale

Consiste nella sostituzione di uno o più elementi dentari mancanti, quando le radici dei denti naturali non forniscono più il supporto necessario per la masticazione. Quando il dente è gravemente compromesso o non è presente perché precedentemente estratto, è possibile ricorrere all’uso di impianti in titanio osteointegrati. In questo modo si sostituisce il dente singolo senza sacrificare i denti adiacenti per sostenere il ponte. Nel momento in cui sia necessario sostituire più denti si può ricorrere a ponti su impianti.

Questi ultimi si differenziano in base ai materiali utilizzati:

  • Ponti in ceramica: sono costruiti con gli stessi concetti dei ponti su denti e possono avere o meno delle armature metalliche.
  • Ponti in resina composita: sono caratterizzati da una travata metallica e rivestiti in un materiale composito;
  • Protesi Toronto in resina: la protesi presenta una struttura metallica rivestita in resina.
  • Questo tipo di protesi è particolarmente indicata nei casi in cui la perdita dei denti dell’intera arcata sia stata accompagnata da una perdita della gengiva (Malattia Parodontale); infatti, lo spazio creato dalla perdita denti-gengiva viene ristabilito con enti e gengiva artificiali, ristabilendo un corretto rapporto estetico. Con questa tecnica si possono sostituire denti singoli (usando corone) o più denti (usando ponti).

Pulirsi regolarmente e correttamente i denti ogni giorno è l’unico modo per mantenere la bocca in buona salute. I denti andrebbero lavati dopo ogni pasto: con lo spazzolamento dei denti, si asporta la placca batterica, responsabile dell’insorgere della carie. Se non si può procedere a una pulizia adeguata (ad es. quando si mangia fuori casa) può essere sufficiente rimuovere i grossi residui alimentari e masticare un chewing-gum senza zucchero. La pulizia dei denti prima di coricarsi alla sera è uno dei capisaldi dell’igiene orale: durante la notte, infatti, la riduzione della secrezione salivare e dei movimenti di guance e lingua favoriscono lo sviluppo dei batteri e l’accumulo della placca. Gli strumenti per l’igiene orale disponibili in commercio sono molteplici ma non tutti hanno la stessa importanza; inoltre, la loro efficacia è subordinata ad un uso corretto.

La protesi fissa ha lo scopo di ripristinare o migliorare la funzione e l’estetica dei denti che per motivi diversi (traumi, carie, anomale posizioni…), hanno perso le loro caratteristiche morfologiche.


PROTESI FISSA SU DENTI NATURALI

L’intarsio rappresenta la sostituzione di una parte del dente mancante, nel tentativo di offrire protezione alle radici e di ripristinare le corrette dimensioni del singolo elemento La corona rappresenta un rivestimento che protegge e avvolge il dente singolo o la parte di dente rimanente (radice). Il ponte sostituisce invece più elementi dentari ed è caratterizzato dai denti pilastro, che sostengono il ponte e denti intermedi che, ancorati ai pilastri, sostituiscono i denti mancanti.


PROTESI FISSA SU IMPIANTI

Quando il dente è gravemente compromesso o non è presente perché precedentemente estratto, è possibile ricorrere all’uso di impianti in titanio osteointegrati. In questo modo si sostituisce il dente singolo senza sacrificare i denti adiacenti per sostenere il ponte. Nel momento in cui sia necessario sostituire più denti si può ricorrere a ponti su impianti.

Questi ultimi si differenziano in base ai materiali utilizzati:

  • Ponti in ceramica: sono costruiti con gli stessi concetti dei ponti su denti e possono avere o meno delle armature metalliche.
  • Ponti in resina composita: sono caratterizzati da una travata metallica e rivestiti in un materiale composito;
  • Ponti Toronto in resina: la protesi presenta una struttura metallica rivestita in resina.
  • Questo tipo di protesi è particolarmente indicata nei casi in cui la perdita dei denti dell’intera arcata sia stata accompagnata da una perdita della gengiva (Malattia Parodontale); infatti, lo spazio creato dalla perdita denti-gengiva viene ristabilito con enti e gengiva artificiali, ristabilendo un corretto rapporto estetico.

PROTESI MOBILE

La protesi mobile ha lo scopo di ripristinare la masticazione sostituendo parzialmente o totalmente i denti mancanti con manufatti protesici che il paziente può togliere in completa autonomia.

Protesi mobile parziale: si utilizza quando sono presenti ancora dei denti, i quali diventano punti di appoggio per ganci che stabilizzano il manufatto protesico; questi ganci possono essere metallici “visibili” adattandosi ai denti presenti, o “di precisione” ovvero modificando il dente di supporto in modo tale da creare degli appoggi che verranno inglobati negli stessi denti della protesi. Questo tipo di protesi viene chiamato anche scheletrato.

Protesi mobile parziale nylon: oggi esiste una nuova tipologia di protesi parziali morbide. La nostra clinica utilizza questa nuova tecnologia basata sull’utilizzo del nylon che sostituisce la resina rosa, mentre i denti sono fatti in composito, per dare maggiore estetica. Sono protesi molto sottili e leggere, appena 0,6 mm di spessore e altamente estetiche non essendo necessari attacchi metallici, ma sfruttando semplicemente i sottosquadri gengivali.


PROTESI TOTALE

Rappresenta la classica dentiera, con il classico problema della poca stabilità e dell’irritazione della mucosa, ma con l’avvento dell’implantologia è possibile stabilizzare anche vecchie protesi. Le soluzioni sono molteplici:

  • mini-impianti protesici: si utilizzano impianti di diametro ridotto che presentano un attacco a sfera che si ancora alla protesi con guaine sostituibili;
  • implantologia classica con 2 impianti e utilizzo di attacchi specifici ma più grandi simili ai precedenti;
  • implantologia con 3 o 4 impianti uniti attraverso una barra che si adatta perfettamente nella protesi conferendo altissima stabilità.

La parodontite è l’infiammazione del parodonto, cioè di tutto quello che sta intorno alle radici dei denti (gengive, legamenti alveolo-dentari, alveoli e apparato osseo). La causa dell’infiammazione è determinata dalla scarsa o scorretta igiene orale che, se protratta nel tempo, diventa cronica e causa la formazione delle “tasche parodontali” che a loro volta determinano danni a carico dell’osso con la conseguente riduzione della sua altezza, risultato: i denti cominciano a muoversi fino a cadere spontaneamente. Tra le principali cause ci sono la scarsa e non corretta igiene orale, la predisposizione genetica, il diabete mellito, ed il FUMO.


IL TRATTAMENTO

Le fasi terapeutiche riguardanti la parodontite sono 4:

  • la diagnosi: attraverso il sondaggio parodontale si valuta l’entità delle tasche parodontali e di conseguenza la perdita di supporto dei denti, il grado di sanguinamento e di retrazione delle gengive, la situazione delle forche. Attraverso una serie di radiografie endorali (da diverse proiezioni ) si valuta l’architettura dell’osso residuo;
  • la motivazione del paziente, attraverso una esaustiva spiegazione di come la malattia si sviluppa e attraverso la sensibilizzazione sull’importanza dell’igiene domiciliare.
  • le sedute di igiene professionale, che garantiscono un controllo continuo nell’applicazione delle corrette manovre di igiene domiciliare e mettono in atto tutti i presidi necessari a combattere la malattia: la rimozione di tutti gli agenti microbiologici che causano la malattia, levigando le radici dei denti (al fine di rimuovere i tessuti necrotizzati e il tessuto di granulazione) e consentire un nuovo attacco epiteliale alla radice;
  • la chirurgia resettiva: dopo circa 3 mesi dalla levigatura, è essenziale rivalutare il quadro e, solo se necessario, correggere con piccoli interventi chirurgici quando la profondità delle tasche è tale da non permettere una corretta igiene;
  • la chirurgia rigenerativa, quando è possibile ricostruire i tessuti molli (gengiva) e duri (ossei) persi con la malattia;
  • Il mantenimento: è importantissimo che il paziente mantenga un costante contatto con lo specialista per il controllo preventivo di eventuali recidive della malattia parodontale.

Pubblicazioni


Sezione in allestimento...

Dove siamo e come contattarci


Numero Verde: 800 801 036
Telefono: 0573 81787
Email: info@implantologiaorale.net

Sede di Pistoia
Viale Adua, Piazza Veneziano, 7
51100 Pistoia (PT)

Sede di Lamporecchio
Via A.Gramsci, 1
51035 Lamporecchio (PT)